Referendum Istruzioni per l’uso

Originariamente questo era un blog in cui si parlava di corsa o affini. Negli ultimi anni la corsa è venuta meno, e sebbene ultimamente ci provi la mia schiena tende a farmi notare il suo disappunto. Ma tornando al titolo, oggi vorrei scrivere di politica, o forse è meglio definirlo come un pensiero. Faccio una doverosa premessa, non simpatizzo affatto per questo governo, tantomeno per l’attuale presidente del consiglio della Repubblica. Però come al solito ci si trova a dover esprimere un voto, e credetemi è cosa importante, un espressione del proprio volere per cui molti uomini hanno dato la vita in passato. Sebbene l’attuale governo non sia stato eletto, al referendum sarà chiesto di esprimersi a favore o contro la riforma costituzionale che avrà effetto sul bicameralismo, sulla riduzione del numero di parlamentari, la riduzione dei costi della politica e la modifica del titolo V. Temi importanti, per i quali si dibatte in TV, alla radio o sui giornali.

Ma in fondo quanto ne sappiamo su questo referendum? Secondo me poco, perchè i politici e la gente comune hanno e stanno personalizzando questo voto. Finiamola col motto, voto questo perchè mi da fiducia o quello perchè mi sembra più onesto. La politica non è onesta, non è equa e non è dei semplici, ce lo sta dimostrando ampiamente il Movimento 5 stelle. Ognuno voterà in base alle sue propensioni, lungi da me il voler influenzare, ma io voglio riflettere. Riflettere sul nostro paese.

Sulla vostra scheda ci sarà questo quesito, la risposta è chiusa SI o NO:

Approvate il testo della legge costituzionale concernente «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione» approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?

Se la domanda fosse stata: volete ridurre il numero di parlamentari, eliminare il bicameralismo e ridurre il numero dei parlamentari? Secondo me sarebbe stato un plebiscito, specie se Renzi e la Boschi non avessero proclamato le loro dimissioni prontamente poi escluse. Ma sto divagando.

La riforma poteva essere fatta meglio, questo è sicuro, andandola ad analizzare:

Fine del bicameralismo

Nelle moderne democrazie pochi paesi sono ingessati dal bicameralismo parlamentare, l’Italia ne è l’emblema. Troppo sovente i governi non hanno potuto apportare riforme significative e programmatiche perchè non avevano i numeri per farlo. La riforma da questa possibilità? SI. I sostenitori del NO argomentano che si darà un potere incondizionato a chi governa. Un Senato con poteri ridotti ci può stare, la riduzione del bicameralismo pure. L’ago della bilancia è il sistema elettorale approvato a maggio 2015, il premio di maggioranza da effettivamente al governo i numeri per fare e\o disfare.

Riduzione del numero dei parlamentari

Eliminando il bicameralismo e riducendo il numero dei senatori e la composizione del Senato si risparmierà sui costi della politica. Vale quanto sopra per i concetti. A questo punto era forse meglio abolire il Senato ed i suoi costi. La mossa dei 5 stelle di proporre una legge sul dimezzamento degli stipendi della politica è gigiona, ma ci sta, la classe politica italiana ci è costata, ci costa e ci costerà TROPPO.

Titolo V

Ossia l’autonomia delle regioni e degli enti locali, la riforma del 2001 ha prodotto danni che i consigli regionali ed i banchetti dei consiglieri hanno reso visibili agli occhi dei più. I virtuosi in politica non esistono, come non esiste più il pudore. Tanto vale riaccentrare i poteri allo stato, da lombardo in 15 anni  ho visto ben poche migliorie, anzi.

Per i singoli punti vi lascio alle analisi di Repubblica, o se preferite di altri, che certamente saranno più chiare delle mie:

http://www.repubblica.it/politica/2016/11/01/news/guida_al_referendum-151095147/

Io voterò SI perchè, nonostante la riforma imperfetta, questo paese ha bisogno di cambiare e non c’è più tempo. Un paese che non da spazio ai giovani, che non cresce, che si coccola sul made in Italy ma che poi perde le sue eccellenze o le sposta all’estero, secondo me non ha futuro. La gente non ha percepito il rischio che abbiamo corso in passato, il rischio di fallire e trovarci con le spalle al muro. Il rischio odierno, assai tangibile, è di trovarci fuori dall’Euro in un mondo radicalmente cambiato. Sono territori inesplorati, scenari che molti nemmeno voglio ipotizzare o proprio non ci pensano.

Pensate e votate a ragione, non di pancia perchè vi sta simpatico questo o antipatico quello. Ripeto visti i personaggi che lo propongono, mi tapperò il naso e voterò SI sulla mia scheda perchè questo paese merita di cambiare e spero lo possa fare in meglio. Lasciare le cose come stanno per me è come morire un poco alla volta

Vi risparmio le opinioni degli analisti rispetto alla vittoria dei SI o dei NO. Di ipotesi ne ho già sentite troppe, come accadde ai tempi del referendum sulla Brexit. Ma noi non siamo l’Inghilterra e gli italiani non ragionano come gli inglesi.

Informatevi, non subite questo voto, e soprattutto non fatevi condizionare dai preconcetti.

Buon voto e viva l’Italia.

 

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Informazioni su Stefano Buttera

Running Lover, dream writer https://runninglovers.wordpress.com/
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